La presidente della Commissione Ue ha ufficialmente consegnato l’approvazione del Recovery Plan italiano al premier Mario Draghi. Entro luglio la prima tranche di fondi

«È una giornata di orgoglio per il nostro Paese». Sono state queste le parole del premier Mario Draghi per suggellare l’importanza della giornata di ieri, in conferenza stampa congiunta insieme alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen a Cinecittà, Roma. Con la sua visita lampo, la prima del “Tour delle Capitali”, la presidente ha dato ufficialmente l’okay finale della Commissione al Piano di ripresa e resilienza stilato dal Governo italiano.

Il via libera ufficializzato ieri farà arrivare al Paese 24,9 miliardi di euro entro luglio, la prima tranche dei fondi della Next Generation Ue che contano in totale 191,5 miliardi entro il 2026. Di questi, 68,9 sono sovvenzioni e 122,6 sono prestiti. «I fondi saranno spesi tutti, bene e con onestà. Abbiamo una responsabilità nei confronti del resto dei Paesi europei, nei confronti dei cittadini europei che pagano le tasse. Abbiamo la responsabilità non solo nei confronti di noi stessi ma anche nei confronti dei cittadini dell’Europa» – ha dichiarato ieri Draghi in conferenza stampa.

Il luogo dell’incontro, Cinecittà, non è stato casuale. Tra le voci del Piano, infatti, figura proprio il rilancio degli studios che hanno fatto la storia del cinema italiano nel secondo dopoguerra. Il progetto Cinecittà rientra nella terza componente della Missione 1 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, denominata “Turismo e cultura” e dedicata ai settori della cultura e del turismo, a cui andranno in totale 6,68 miliardi di euro. «Il luogo scelto per questa cerimonia è molto simbolico. Qui negli anni del dopoguerra il nostro cinema raccontava la vita delle famiglie italiane, prima gli stenti, poi il lavoro e infine l’entusiasmo. Oggi celebriamo qui con l’approvazione del Pnrr quella che io spero sia l’alba della ripresa – ha sottolineato il premier in conferenza stampa. – Abbiamo messo insieme un piano di riforme ambizioso, un piano di investimenti, che punta a rendere l’Italia un Paese più giusto, più competitivo e sostenibile nella sua crescita. Sostegno decisivo delle forze politiche, enti territoriali e parti sociali a cui va il mio sentito ringraziamento».

Già nei giorni scorsi il Recovery Plan di Draghi aveva ricevuto la piena promozione dell’Ue: le pagelle contavano tutte A e una sola B, alla voce dei costi. In attesa dell’arrivo della von der Leyen, il Pnrr italiano era già stato definito “una risposta completa e bilanciata alla situazione economica e sociale dell’Italia” e “ben allineato” al Green Deal, con il 37% di misure indirizzate alla transizione climatica, tra cui progetti di efficientamento energetico degli edifici (Superbonus) e per favorire la concorrenza nel mercato del gas e dell’elettricità. Era stato riconosciuto anche il 25% del piano dedicato al digitale, con misure per la digitalizzazione delle imprese, incentivi fiscali per la transizione 4.0, la banda larga e il sostegno a ricerca e innovazione. Per Bruxelles, inoltre, il Pnrr italiano “contribuisce a correggere gli squilibri, incluso l’alto debto e la debole produttività, in un contesto di alta disoccupazione ed elevati crediti deteriorati“. Citate positivamente anche le misure che migliorano la riscossione delle tasse, che rafforzano la spending review, la sanità e le politiche attive del lavoro, la partecipazione delle donne e l’emersione del sommerso. Vengono indicate quelle che favoriscono il clima per le imprese e riducono le barriere alla concorrenza, semplificano gli appalti, riducono i ritardi dei pagamenti della P.A.

«La nostra approvazione oggi è fondamento per i 191,5 mld del Recovery plan dell’Italia. Una volta approvato dal Consiglio nelle prossime quattro settimane, saremo pronti a erogare i primi fondi – ha detto la presidente della commissione Ue Ursula Von Der Leyen consegnando a Mario Draghi l’approvazione del piano. – Oggi è l’inizio dell’attuazione del piano che richiederà un duro lavoro. Io sarò al tuo fianco, la Commissione sarà al vostro fianco, in ogni passo di questa ambiziosa strada verso il futuro. La Commissione sarà vigile e assicurerà che il pieno potenziale di Next Generation Eu arrivi. Il tuo successo è il nostro, il successo italiano è il successo europeo. Perché un’Italia forte rende l’Europa più forte» – ha concluso, sottolineando l’importanza di questo momento per l’Italia e l’Europa tutta.

Oltre l’Italia, a ricevere la valutazione finale del Pnrr questa settimana saranno altri 6 Paesi: si attende il via libera della von der Leyen anche per Austria, Slovacchia, Lettonia, Germania, Belgio e Francia. 

«È il Piano di tutti noi – ha, dal canto suo, rivendicato l’ex premier Conte –  che abbiamo rispettato le regole, che guardiamo oggi con rinnovata fiducia al domani, che torniamo a popolare le nostre strade, i nostri bar, gli uffici, le scuole e anche gli stadi. Questo successo è di tutti noi, nessuno escluso». A lottare per l’ottenimento dei fondi, nel luglio del 2020 subito dopo i primi mesi della pandemia, infatti, era stato proprio Conte così come era stato il suo Governo ad iniziare la redazione del Recovery Plan.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA