Epidemia colposa e lesioni colpose: sono queste le ipotesi di reato della Procura di Tempio Pausania dopo il boom di contagi della scorsa estate in Sardegna

Si chiudono le indagini nei confronti dei gestori delle discoteche in Costa Smeralda che nell’agosto del 2020 riempirono i locali provocando un’impennata nei contagi. Le ipotesi di reato avanzate dalla Procura di Tempio Pausania sono epidemia colposa per i gestori del Billionaire di Porto Cervo mentre agli amministratori del Phi Beach di Baja Sardinia e del Country Club di Porto Rotondo viene ipotizzato il reato di lesioni colpose per non aver fornito abbastanza mascherine ai dipendenti

Secondo i pm, gli amministratori delle discoteche non avrebbero saputo tenere alto il livello di sicurezza, determinando decine di contagi. Veri e propri focolai che avevano colpito in primis i dipendenti dei club oltre che avventori dei locali e personaggi di punta del jet set internazionale, tra cui l’allenatore del Bologna, Sinisa Mihajlovic. Il solo Billionarie di Flavio Briatore, anche lui ricoverato all’ospedale San Raffaele di Milano dopo essersi contagiato, contava 63 dipendenti positivi ai tamponi. Negli altri due locali sotto indagine, invece, si ammalarono 6 dipendenti al Phi Beach e altri 8 al Country Club.

Dopo il caso molti altri locali della Costa Smeralda avevano dovuto chiudere, bollando quella dello scorso anno come una pessima stagione estiva. La stessa società di Briatore aveva poi deciso di chiudere anche il noto ristorante Cipriani a Montecarlo. Oltre che per i reati contestati dalla Procura di Tempio Pausania, anche il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda, trascinerà l’imprenditore in tribunale per diffamazione dopo la furiosa lite a distanza in cui lo biasimava per avere limitato gli orari della movida in Costa Smeralda con l’obiettivo di contenere la diffusione del virus.

di: Alessia MALCAUS

FOTO: ANSA