Il centrodestra si è accordato sul candidato sindaco per le elezioni comunali di Roma mentre a breve si terranno le primarie per il centrosinistra

Parte il conto alla rovescia in vista delle elezioni comunali di Roma del prossimo autunno: il centrodestra ha trovato un accordo sul candidato sindaco. In lizza per il Palazzo del Campidoglio ci sarà l’avvocato 55enne Enrico Michetti, conosciuto per una rubrica sull’emittente locale Radio Radio, vicino a Fratelli d’Italia. A fargli compagnia come candidata vice sindaca ci sarà Simonetta Matone, magistrata 68enne con esperienza in diversi ministeri.

Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia, dunque, alla fine sembrano aver trovato un compromesso sulla questione delle candidature dopo che era stata rimandata diverse volte a causa della pandemia. A complicare le cose erano gli equilibri all’interno della coalizione, con il partito della Meloni sembra più influente, e la difficoltà nel trovare persone adatte disposte a candidarsi. Alla fine ha vinto la posizione di Matteo Salvini, ovvero scegliere personalità esterne alla politica. Diversi i nomi che erano stati proposti: l’ex capo della Protezione Civile Guido Bertolaso, l’ex ministro Maurizio Gasparri, la senatrice Giulia Buongiorno. Ma alla fine la coppia Michetti-Matone ha prevalso.

A fronteggiarli ci saranno: per il centrosinistra molto probabilmente il favorito delle primarie che si terranno il 20 giugno, l’ex ministro dell’Economia Roberto Gualtieri; per il Movimento 5 Stelle la sindaca uscente Virginia Raggi; infine, il leader di Azione Carlo Calenda. Roberto Gualtieri, stamattina ospite a SkyTg24, ha ribadito nuovamente come Roma abbia bisogno di nuove strategie di ripartenza. Secondo il candidato alle primarie lo scenario più realistico vede il centrosinistra scontrarsi al ballottaggio contro Michetti.

Ma la Capitale non sarà l’unica città italiana a cambiare dirigenza, ne seguiranno altre importanti per la scena politica del Paese, tra cui Torino, Milano, Bologna e Napoli. Il centrodestra ha trovato un accordo anche sul candidato sindaco per il capoluogo piemontese: sarà Paolo Damilano, imprenditore 56enne attivo nel settore vinicolo, dell’acqua minerale e della ristorazione, ex presidente del Museo Nazionale del Cinema. Il suo nome era stato fatto già da diversi mesi ma, mentre era appoggiato dalla Lega, Forza Italia si era dimostrata contraria. Sempre a Torino non si ricandiderà, invece, la sindaca uscente Chiara Appendino del M5S, mentre il centrosinistra terrà le primarie questo weekend: i candidati sono il radicale Igor Boni, l’indipendente di sinistra Enzo Lavolta, e i rappresentanti del PD Stefano Lo Russo e Francesco Tresso.

Per quanto riguarda Milano, ancora nessuna decisione dal centrodestra dopo i tentativi falliti di convincere l’ex sindaco Gabriele Albertini. Lo scontro sarà, per chiunque verrà scelto, contro il sindaco uscente Beppe Sala. Situazione simile a Bologna: manca il candidato della coalizione di destra e si attendono le primarie del centro sinistra tra l’assessore Matteo Lepore, del PD, e la sindaca di San Lazzaro di Savena Isabella Conti, di Italia Viva. Infine, a Napoli il centrodestra potrebbe decidere di appoggiare la candidatura del magistrato Catello Maresca, sostituto procuratore alla Direzione distrettuale antimafia, candidato con una lista civica. Il PD, invece, ha fatto un accordo con il M5S per candidare Gaetano Manfredi, ex rettore dell’Università degli studi di Napoli Federico II, ministro dell’Università con il governo Conte II. Candidato come civico anche Antonio Bassolino, già sindaco tra il 1993 e il 2000 con il centrosinistra, e poi presidente della Campania nei 10 anni successivi.

Insomma, si respira aria di cambiamento nelle principali città italiane: tanti nomi in ballo per un autunno che già si prospetta di fuoco.