Il New York Times smonta la notizia dopo il report dell’Intelligence: “l’ipotesi aliena non è verificabile, ma non è nemmeno da escludere”

L’Intelligence Usa non ha trovato prove tangibili che gli strani fenomeni aerei segnalati dai piloti della Marina negli ultimi anni siano effettivamente astronavi di alieni. Attualmente non è in grado di spiegare gli inusuali movimento che hanno disorientato scienziati e militari ma, secondo quanto riporta il New York Times, esclude che la maggioranza dei 120 di questi fenomeni avvistati negli ultimi 20 anni sia imputabile a tecnologie segrete americane.

I 007 americani ritengono che alcuni di questi strani fenomeni aerei, cioè i rinomati “Unidentified Flying Object“, ovvero “oggetto volante non identificato” comunemente conosciuto come Ufo, potrebbero essere originati dalla tecnologia sperimentale di potenze rivali come Russia o Cina. In merito a questa ipotesi, una delle fonti interne ha riferito che c’è il timore tra i vertici dell’Intelligence e dell’esercito che le due potenze potrebbero essere effettivamente coinvolte nella sperimentazione della tecnologia ipersonica.

Il mese scorso il Pentagono ha confermato come autentico il video pubblicato dal documentarista Jeremy Kenyon Lockyer Corbell, girato sulla nave militare USS Omaha il 15 luglio 2019, in cui si vede nitidamente un oggetto cosiddetto “tansmediale”, ovvero un corpo intercettato in due elementi che in questo caso sono acqua e aria. La Difesa americana lo ha classificato tra i fenomeni Uap, gli Unidentified Aerial Phenomenon, cioè “fenomeno aereo non identificato”. Sempre nel filmato si vede una sfera di colore e materiale non identificabile che si sposta sul mare per poi immergersi di colpo.

Il comportamento degli Uap appare come qualcosa di impossibile da paragonare ai veicoli già noti. Infatti, secondo quanto raccontano i piloti, questi oggetti hanno delle caratteristiche uniche nel loro genere: accelerazioni verticali e orizzontali improvvise, velocità sensibilmente più altre di quelle dei caccia militari, tempi di permanenza in aria irraggiungibili per i droni e addirittura fenomeni di scomparsa e ricomparsa improvvisa in diverse zone dello spazio aereo. Un qualcosa che appare quindi molto più vicino alla fantascienza che alla tecnologia e di cui l’Intelligence americana ammette di non saperne nulla. Anche l’ex 44esimo Presidente americano Barack Obama ha detto in tv: «ci sono filmati e registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano».

Certamente uno degli avvistamenti più interessanti nella storia, tuttora oggetto di studio nel mondo dell’ufologia, è avvenuto il 27 ottobre 1954 nel cielo di Firenze. Gli avvistamenti si sono verificati presso la cattedrale di Santa Maria del Fiore e allo Stadio Comunale. I testimoni oculari hanno riferito l’avvistamento di numerosi oggetti non identificati di colore bianco a forma di “ali di gabbiano” secondo alcuni e “di cappello da mandarino cinese” secondo altri. La prima manifestazione è stata all’incirca segnalata alle ore 14.20 sopra il Duomo, dove gli oggetti volanti sono rimasti visibili per un quarto d’ora. Successivamente si sono concentrati sopra lo stadio dove circa 10.000 spettatori stavano assistendo al secondo tempo di una partita amichevole tra Fiorentina e Pistoiese che, proprio a causa delle ambigue evoluzioni aeree degli oggetti, è stata sospesa. A questi eventi ha seguito la caduta di filamenti il cui materiale biancastro e appiccicoso è tuttora sconosciuto. Questo ha portato al battesimo dell’epoca col nome di “bambagia silicea”, o meglio “capelli d’angelo”. Tra le numerose testimonianze dell’accaduto si registrano anche quelle del capocronista de La Nazione, Giorgio Batini e dei calciatori pistoiesi Ardico Magnini, Romolo tuci e Ronaldo Lomi.

Questi avvenimenti sono diventati d’interesse popolare, non solo grazie agli eventi narrati e alle varie testimonianze, ma anche grazie all’interesse mostrato dal mondo del cinema fantascientifico che non ha esitato a rappresentare gli extraterrestri nella cultura di massa, raffigurati come forme di vita generalmente intelligenti provenienti da un pianeta diverso dalla Terra. Spesso sono anche indicati collettivamente come “alieni”.

Gli extraterrestri sono stati spesso raffigurati come mostri e più in generale come semplici antagonisti malvagi dell’eroe umano o, al massimo, nel ruolo di supporto del protagonista. Di frequente il pianeta a loro attribuito è Marte o comunque siti intorno al sistema solare. Con la nascita dell’ufologia, verso la fine degli anni quaranta e la corsa allo spazio, gli extraterrestri hanno goduto di un significativo rilievo nell’opinione pubblica tanto da diventare un popolare soggetto di indagine.

Queste strane creature sono state protagoniste anche di canzoni e poesie. «Extraterrestre portami via, voglio una stella che sia tutta mia. Extraterrestre vienimi a cercare, voglio un pianeta su cui ricominciare», recita la canzone del cantante Eugenio Finardi. «Dove sono tutti?» chiedeva il fisico italiano, Enrico Fermi, all’astronomo e astrofisico statunitense, Frank Drake, che con la sua celebre equazione sosteneva l’abbondanza di vita aliena e intelligente. Alcuni scienziati ora rispondono: «da nessuna parte!»