La motoGp osserva un minuto di silenzio. Il vincitore della moto3 Dennis Foggia lo ricorda come un amico

Dennis Foggia fa risuonare trionfante l’Inno di Mameli al Mugello, strappando la vittoria sul finale lungo un margine minimo su Jaume Masiá e Gabriel Rodrigo. I tre arrivano quasi allineati alla prima curva, poi sopraggiunge Acosta che riesce ad avere la meglio ma per pochissimo. E’ una lotta senza tregua fin da subito in un gruppetto di 15 piloti l’uno alla rincorsa dell’altro. Contatti, sorpassi, controsorpassi e qualche largo: la classica dei top 15 continua fino all’ultimo a subire stravolgimenti, senza mai delineare concretamente qualcuno in testa.

Solo sul finale Dennis Foggia riesce a guadagnare un piccolissimo margine che sarà a dir poco fondamentale. In prossimità della linea del traguardo si trovano tutti vicini ma non abbastanza per togliere il successo all’italiano che guadagna così la prima prima posizione. In segno di rispetto Aume Masiá e Gabriel Rodrigo lo accompagnano sul podio.

La vittoria del nostro italiano avviene in una giornata triste per il mondo sportivo che piange la dolorosa perdita del giovanissimo pilota Jason Dupasquier. All’età di soli 19 anni il ragazzo svizzero è rimasto coinvolto in un tragico incidente multiplo insieme ai piloti Jeremy Alcoba e Ayumu Sasaki alla curva Arrabbiata 2.

Secondo la ricostruzione l’impatto più forte sembrerebbe essere stato quello con Sasaki che è stato sbalzato in aria dopo l’urto con lo stesso Dupasquier. «Andavo a tutto gas, ho visto che Jason ha frenato di colpo e ho provato ad andare a destra per evitarlo. Non ci sono riuscito, penso di averlo colpito all’altezza delle gambe» aveva spiegato Alcoba.

Dupasquier è stato invece colpito violentemente dalle altre due moto, di Sasaki ed Alcoba. Immediata la sospensione del giro per permettere ai soccorsi di intervenire. Il pilota è stato trasportato tempestivamente in elicottero all’ospedale Careggi di Firenze ma nonostante un’operazione delicata al torace le condizioni celebrali gravissime non hanno dato possibilità ai medici di salvarlo. La giovane promessa della moto3 ci ha lasciato ieri, sconvolgendo tutto l’intero mondo del motociclismo.

Dennis Foggia, il vincitore della gara di Moto3 del Gran premio d’Italia al Mugello, gli ha reso omaggio ai microfoni di Sky. «Mi dispiace tantissimo, sono senza parole. Tutti i giorni facevamo colazione insieme, andavamo alla stessa hospitality – ha detto. – E’ veramente brutto, però purtroppo la Moto3 è anche questo, è molto scenografica ma è anche molto pericolosa perché siamo sempre tutti molto vicini e può succedere di tutto. mando un abbraccio alla sua famiglia e alla sua squadra».

Anche tutto il mondo della MotoGp ha reso omaggio a Jason, osservando un minuto di silenzio in suo ricordo. Sulla griglia di partenza, prima del via della gara, tutti i piloti si sono schierati in silenzio ricordando il 19enne con un cartello raffigurante la sua foto e la scritta “sempre nei nostri cuori“.

«Lo sport è vita e quando irrompe la morte rimaniamo senza parole. Addio Jason», ha voluto ricordare così Dupasquier il sottosegretario allo sport, Valentina Vezzali.

Nato a Bulle, una piccola cittadina svizzera, il 7 settembre 2001, Jason Dupasquier era figlio d’arte di Philippe Dupasquier, pilota di motocross. Appassionato di due ruote già in tenera età, le primissime esperienze in moto sono cominciate a partire dai cinque anni, quando ha iniziato a correre fin da subito sullo sterrato per poi approdare alle corse su strada.

Dopo la prima esperienza in Supermoto, con i successi in ADAC junior CUP, organizzazione di corse motociclistiche gestita dal General German Automobile Club che mira a promuovere giovani talenti nelle corse motociclistiche, e North European Cup nella classe Moto3, lo svizzero ha mosso i primi piccoli passi nel Motomondiale, partecipando alla MotoGp Rookies nel 2019, un campionato motociclistico di livello europeo,

L’esordio mondiale è arrivato, però, solamente lo scorso 2020, col debutto decisivo in Moto3 assieme al team PruestelGP. Nel 2021, dopo appena solo cinque gare corse, ha totalizzato la bellezza di 27 punti, ottenendo il settimo posto al GP di Spagna, a Jerez.

L’incidente terrificante al Mugello, che gli ha stroncato la vita, ricorda quello accaduto in Malesia a Marco Simoncelli che ci ha lasciati l’11 ottobre del 2011. il Sic, a seguito di una scivolata in curva a 200 km/h, cerca di restare aggrappato alla sua moto non accorgendosi del sopraggiungere di Colin Edwards e Valentino Rossi. Sia quello di Sic che di Jason sono stati due impatti violentissimi e purtroppo inevitabili.

Proprio durante il periodo in cui ci ha lasciato Sic, non sono mancate altre morti in pista. In un drammatico incidente sulla pista di Latina, durante le prove del Sic Supermoto, gara intitolata proprio a Simoncelli, muore Doriano Romboni, che l’8 dicembre avrebbe compiuto 45 anni.

L’ultima perdita nel motomondiale, in ordine temporale, è stata la scomparsa di Luis Salom. Il 3 giugno 2016, a seguito di una caduta durante le prove libere del Gran Premio di Catalogna della classe Moto2, il pilota viene colpito dalla sua stessa moto rimbalzata contro le protezioni. A causa della gravità delle sue condizioni viene trasferito d’urgenza nell’ospedale più vicino, dove muore pochi minuti dopo a causa della gravità delle ferite riportate.

Queste tristi perdite ci ricordano che il motociclismo è uno sport tanto appassionante ed adrenalinico quanto pericoloso in grado di spezzare vite in pochi istanti.