Vittoria decisiva dei rossoneri e dei bianconeri con Atalanta (2-0) e Bologna (4-1). Il Napoli piange il pareggio con il Verona (1-1) e si accontenta dell’Europa League

Ultimissima giornata di campionato per Milan e Juventus che conquistano il pass per la Champions League. I rossoneri si piazzano secondi in classica con un totale di 79 punti, mentre il primato va all’Inter che si qualifica così campione d’Italia con 91 punti. A pari merito troviamo Atalanta e Juve, con 78 punti mentre con 77 punti il Napoli si presenta “solo” in Europa League, assieme alla Lazio che guadagna 68 punti.

Al Gewiss Stadium i rossoneri strappano una vittoria sia di carattere che di cuore. La squadra di Pioli ritrova la sua tenacia persa solo qualche giorno fa contro il Cagliari, imponendosi in modo autorevole sul campo, grazie a due rigori (20 in totale durante la stagione) realizzati dal mitico Kessie. Un 2-0 che consente ai rossoneri di guadagnarsi il secondo posto finale e una Champions che il Diavolo ha dimostrato di meritarsi.

Nel primo tempo a dominare la scena ed il campo è la tensione. Il Milan gioca determinato e compatto, mentre l’Atalanta fatica. Poche sono state le occasioni da Gol durante la disputa. Tenta Saelemaekers dalla distanza, poi di testa è Freuler a sbagliare di poco la mira. Nonostante il risultato sia stabile, la tensione non cenna a diminuire. I rossoneri chiudono ogni spazio a Malinovskyi e Zapata. Al 40′ finalmente il risultato si schioda: Theo Hernandez entra in aria bergamasca a seguito di un uno-due con Saelemaekers ma viene linciato da una scivolata di Mahele. Nonostante le proteste di Gas Gas che viene successivamente ammonito, c’è poco da dire: per Mariani è un rigore netto. Come si poteva prevedere, Kessie non perdona: Gollini è spiazzato mentre il Milan è avanti.

Inizia il secondo tempo con Pessina sostituito da Muriel e un’Atalanta più fiduciosa. Zapata e Freuler non temporeggiano, sfiorando di poco il pareggio. Donnarumma para a terra su una conclusione centrale di Malinovskyi. Pioli nota le evidenti difficoltà della sua squadra e si difende inserendo Meité e Krunic. Leao al 68′ tenta col suo tocco morbido ma il suo tentativo finisce sul palo. La partita non dà tregua e si fa calda. Gli ultimi dieci minuti sono un’angoscia pura per i rossoneri che trova Mandzuki e Dalot. La difesa regge bene l’urto e proprio sul finale il Diavolo con il suo forcone punge nuovamente su rigore: tocco di mano di De Roon, poi espulso, e doppietta di Kessie dal dischetto. Al triplice fischi, Stefano Pioli è raggiante dopo aver raggiunto la vittoria e la qualificazione in Champions affermando «Milan in Champions con merito, sono felice. Noi al vertice per tutta la stagione – ha detto. – Abbiamo avuto Ibrahimovic a disposizione solo per metà campionato, ma questo gruppo è straordinario».

Discorso diverso per i bianconeri che hanno giocato contro il Bologna una “Champions last minute”. Dopo una stagione altamente difficile, la Juve risponde con vigore all’ultimissima chiamata e ne approfitta del pareggio degli azzurri per marcare la sua posizione nell’Europa dei grandi. La squadra si porta a casa una vittoria schiacciante grazie alle notevoli di prestazioni di Morata, Dybala, Kulusevki e Rabiot. Ma rimane una nota dolente: in campo mancava Cristiano Ronaldo, (in gergo CR7), lasciato tutto il tempo in panchina.

Durante la partita le squadre, Bologna e Juve, si affrontano senza paura: la pressione e il ritmo sono altissimi, le emozione sono palpabili. Il primo “alt” arriva da un cross di De Silvestri che fa tremare la squadra avversaria ma viene neutralizzato tempestivamente da Szczesny. Poco dopo la Juve irrompe con Chiesa a seguito di una bella giocata di Morata e una traversa di Rabiot; ed è subito gol. Sbloccata la competizione, la piega diventa tutta bianconera. La pressione sale e Pirlo attacca con tanti uomini, manovrando bene nello stretto cercando con le giocate di Dybala tra le linee, le sponde di Morata e le incursioni di Kulusevski a destra e di Chiesa a sinistra. Il Bologna risponde agguerrita, provando a reagire con Vignato e Palacio, senza dare riferimenti in attaccato, avanzando il baricentro a ridosso dell’area Juventina. Tanti i tentavi a vuoto che creano situazioni favorevoli alle strategie bianconere. La fine del primo tempo si carica di magia: Dybala raddoppia di testa mentre firmato il tris di Rabiot, al termine di una combinazione eccellente tra Chiesa e Kulusevski. 

Il secondo tempo riprende con un gol secco di Palacio annullato per posizione irregolare e con il Jolly di Morata, superbo nel controllare alla grande un rinvio di Szczesny e a battere Skorupski. Ormai il risultato è in cassaforte e trasforma la gara in un monologo juventino. La squadra bianconera ha il monopolio della palla, gestendo la gara secondo i suoi ritmi esclusivi. Dybala ci prova da lontano, ma Skorupski è in guardia. Chiesa spedisce a lato di poco con un bel destro e Morata sfiora la tripletta a seguito di un cross di Cuadrado. Una partita che, fino al 90′ minuto, lascia il pubblico come un pendolo tra paura ed euforia. A ridosso della fine Valeri annulla una rete di Kulusevski per posizione irregolare, poi Orsolini segna il gol della bandiera, Pinsoglio si supera su Barrow e Dybala centra il palo di destro. Si conclude la partita: la Juve gioisce, sia per la vittoria sia per il percolo scampato.

La UEFA Champions League, comunemente nota come Champions League, è la più importante e prestigiosa competizione calcistica continentale per le squadre di club. Nel 1992 la denominazione Lega dei Campioni sostituì, il nome storico della competizione Coppa dei Campioni d’Europa del 1955. Durante i primi 35 anni il torneo era organizzato esclusivamente da doppi turni ad eliminazione diretta. Dal 1991 sono state introdotte più fasi a gironi.

La prima edizione della Coppa dei Campioni d’Europa è stata organizzata nella stagione 1955-1956, alla quale parteciparono in totale sedici squadre, tra le quali il Milan. La finale, disputata a Parigi, vede vincitrice il Real Madrid contro lo Stade de Reims per 4-3, diventando la prima squadra campione d’Europa.

Gli anni 2010 sono stati all’insegna delle squadre spagnole. Il decennio si è aperto con la vittoria del Barcellone nel 2011. Dopo il quinto successo del Barcellona nel 2015, è stato il grande Real Madrid a dominare la competizione, aggiudicandosela, a partire dal 2016, per tre anni consecutivi. Nel 2019 ottenne la vittoria il Liverpool e nel 2020 il Bayern Monaco, portandosi a quota sei titoli ciascuno.

Ora l’appuntamento da fissare è solo uno: sabato 29 maggio, quando si disputerà la finalissima di Champion del 2021 all’Estadio ‘Do Dragao di Oporto (Portogallo). In campo Chelsea e Manchester City. Previsioni? Difficile farne. Una partita tutta da vedere, tutta da sentire.