Il Belpaese chiede a gran voce maggiore aiuto da parte dell’Europa nella gestione dei migranti, mentre a Ceuta il governo spagnolo schiera i militari per respingere gli irregolari con l’appoggio di Bruxelles

L’Italia è stata abbandonata dall’Europa sulla questione migranti? Mentre nell’enclave spagnola di Ceuta in Marocco i militari del governo socialista di Pedro Sanchez respingono i richiedenti asilo, la ministra degli interni italiana Lamorgese boccia il nuovo piano Ue per la gestione dei migranti e vola a Tunisi.

In meno di due giorni 8 mila migranti, tra donne, adolescenti e bambini, hanno superato il confine tra Marocco e Spagna a Ceuta creando una crisi senza precedenti. Il perimetro è solitamente blindato e controllato dalle guardie di frontiera di Rabat ma nell’abbandono della guardia qualcuno ci legge una ritorsione della capitale marocchina nei confronti di Madrid dopo il ricovero in un ospedale iberico di Brahim Ghali, leader del Fronte Polisario, il movimento per l’indipendenza del Sahara Occidentale considerato nemico del Paese. «Ci sono atti che comportano delle conseguenze e bisogna accettarle» – ha annunciato all’agenzia di stampa Europa Press l’ambasciatrice di Rabat a Madrid, Karima Benyaich, ricevuta subito dopo dalla ministra degli Esteri spagnola, Arancha González Laya. Ma, nel frattempo, Madrid nega il suo coinvolgimento nel ricovero di Ghali.

Pe rispondere agli arrivi di massa il governo spagnolo ha schierato i militari nei punti critici inviando 200 tra poliziotti e agenti della Guardia Civil in rinforzo per le espulsioni immediate. «È una grave crisi per la Spagna e per l’Europa» – ha dichiarato il premier Pedro Sánchez prima di recarsi personalmente a Ceuta insieme al ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska. L’esecutivo ha, inoltre, aggiunto che la metà dei migranti è già stata rimandata indietro.

Una strategia che ha trovato l’appoggio dell’Unione Europea. «L’Ue è solidale con Ceuta e la Spagna. Abbiamo bisogno di soluzioni europee comuni per gestire le migrazioni. Possiamo raggiungere questo obiettivo se raggiungiamo un accordo sul nuovo Patto sulla migrazione» – ha, infatti, scritto su Twitter la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. – «Da Bruxelles sono stati diversi gli interventi sulla crisi migratoria in corso». «L’Europa non si lascerà intimidire da nessuno, non sarà vittima di tattiche» – ha aggiunto la vice presidente della commissione europea, Margaritis Schinas, intervistata dalla radio nazionale spagnola.

Tutto ciò mentre l’Italia, dopo gli ultimi maxi-sbarchi a Lampedusa e in vista di una stagione estiva difficile, chiede aiuto a gran voce, senza ricevere molte risposte. Il premier Mario Draghi, nella persona del nuovo ambasciatore della rappresentanza italiana Piero Benassi a Bruxelles, ha già fatto presente l’urgenza di una discussione sul nuovo Patto per l’immigrazione, proposto dalla Commissione Europea a settembre ma finito nel dimenticatoio a causa dell’emergenza sanitaria. Questione già tirata in ballo l’11 maggio dal sottosegretario agli Affari Europei Enzo Amendola al Consiglio Affari Generali. La prossima settimana, infatti, si terrà a Bruxelles il vertice europeo convocato per fare il punto sul Covid, sui cambiamenti climatici e i rapporti con la Russia. L’Italia pretende che si parli della questione migranti e si trovi una strategia di ridistribuzione che coinvolga tutta l’Europa proprio mentre una nota del Viminale lancia l’allarme sugli sbarchi nelle prossime settimane.

Proprio in questi giorni, ricordiamo, si sta svolgendo la vicenda della nave Sea Eye, battente bandiera tedesca, che fa rotta verso la Sicilia con a bordo 400 migranti. I salvataggi si sono svolti in acque libiche e maltesi ma l’isola di Malta ha sbarrato i porti e l’imbarcazione ha chiesto aiuto alla Guardia Costiera italiana per il coordinamento dell’operazione. «Nessuna responsabilità italiana nel coordinamento degli eventi avvenuti in zona Sar di altri paesi. Ci aspettiamo che l’accoglienza dei migranti e lo sbarco da una nave tedesca, di una Ong tedesca, avvenga in Germania. In ottemperanza allo spirito di solidarietà e condivisione Europea» – aveva affermato qualche giorno fa il sottosegretario di Stato Nicola Molteni. Nonostante ciò ieri sera la situazione si è sbloccato e alla Sea Eye è stato concesso di raggiungere il porto di Pozzallo, in provincia di Ragusa.

In giornata la ministra italiana degli Interni Lamorgese viaggerà con la Commissaria Ue Johansson a Tunisi per incontrare il presidente della Tunisia, Kais Saied, e il primo ministro, Hichem Mechichi. L’obiettivo è ascoltare le richieste tunisine per la definizione di un accordo di partnerariato sulla migrazione, che blocchi i flussi irregolari e garantisca corridoi umanitari verso il vecchio continente. Nel frattempo la stessa Lamorgese ha bocciato il nuovo pacchetto di misure proposto dall’Ue. «La Commissione Ue ha elaborato un pacchetto di misure molto ampio e diversificato, ma ritengo che le attuali proposte non soddisfino l’Italia» – ha, infatti, dichiarato la ministra. – «Occorre introdurre un sistema di rimpatri a livello europeo». 

Una richiesta di aiuto che, almeno a parole, sembra stia trovando orecchie favorevoli nella commissaria Ue agli Affari Interni, Ylva Johansson. «Stiamo già parlando con le autorità libiche e con il governo ad interim di Abdel Hamid Dbeibah ci sono riscontri e opportunità positive, sono pronta a impegnarmi per esplorare la possibilità di chiudere un nuovo accordo con la Libia senza aspettare le elezioni di dicembre» – ha dichiarato in un’intervista a La Repubblica. – «Sto contattando i governi dell’Unione per mettere i piedi un sistema di ridistribuzione volontario e provvisorio per aiutare l’Italia ad affrontare l’estate» – ha sottolineato. – «È fondamentale che l’Italia riceva la solidarietà europea. Abbiamo imparato che la ridistribuzione volontaria non è abbastanza e dunque l’approvazione della riforma delle politiche migratorie con i ricollocamenti obbligatori è essenziale. Sono in contatto con i governi per organizzare una rete di aiuti volontari, di ridistribuzione volontaria che possa aiutare l’Italia nei mesi estivi fino a quando non approveremo la riforma Ue» – ha aggiunto la Commissaria Ue. – «Sto sondando quanta voglia ci sia tra i partner di impegnarsi. Penso che l’Italia riceverà un aiuto con la redistribuzione, ma al momento non posso dire di più. Non so ancora se procederemo con una seconda dichiarazione come quella di Malta o se useremo un meccanismo diverso. Intanto lavoriamo anche per bloccare le partenze» – ha spiegato. – «Oggi sarò con il ministro Lamorgese in Tunisia per un accordo globale che da un lato consenta al Paese di riprendersi dalla forte crisi economica causata dal Covid, dall’altro per fornirgli le risorse per contrastare i trafficanti di esseri umani».

Staremo, dunque, a vedere se questi aiuti arriveranno davvero o se l’Italia si ritroverà ancora sola a gestire l’emergenza.