Morto a 76 anni Franco Battiato, il grande cantautore catanese che ha fatto la storia della musica italiana

L’Italia dice addio ad uno dei suoi più grandi cantautori. All’età di 76 anni ci lascia il Maestro di Catania Franco Battiato, morto questa mattina nella sua residenza di Milo. Ne danno la notizia i familiari.

Nato a Jonia, oggi Riposto, in provincia di Catania, il 23 marzo del 1945, Battiato ha mosso i primi passi nella musica a Milano durante gli anni Sessanta, sfruttando la sua conoscenza della chitarra in un cabaret. A quei tempi la scena musicale milanese era animata dai futuri protagonisti dello spettacolo come Enzo Jannacci e Renato Pozzetto. Battiato, che ai tempi usava ancora il suo nome di battesimo Francesco, esordisce in ambito discografico grazie all’amicizia con Giorgio Gaber che gli procura un contratto con l’etichetta Jolly. Sarà proprio Gaber, insieme a Caterina Caselli, ad ospitarlo per la prima volta in una trasmissione televisiva, Diamoci del tu, con il singolo La torre. In quella stessa puntata del 1° maggio 1967 a fargli compagnia ci sarà l’ancora sconosciuto Francesco Guccini. Lo stesso anno Battiato collabora sempre con Gaber alla stesura del brano …e allora dai!, presentato al Festival di Sanremo 1967, l’edizione passata alla storia per il suicidio di Luigi Tenco.

Inserito prima nel filone delle canzoni di protesta, si sposta nei decenni successivi sul genere romantico, sulla musica sperimentale, sugli esperimenti d’avanguardia, per tornare a più riprese nell’arco della sua carriera sulla musica pop. Alla fine degli anni Sessanta incontra il violinista Giusto Pio che gli rimarrà accanto come collaboratore per moltissimi anni. Nella metà degli anni Novanta, invece, conosce il filosofo siciliano Manlio Sgalambro con cui comporrà album e opere teatrali fino al 2012, due anni prima della sua morte.

Proprio per questo suo spirito eclettico che ha spaziato nei vari generi musicali ma anche nel cinema, è difficile se non impossibile iscrivere Franco Battiato in uno spazio definito. Ciò che si può affermare con certezza è che il cantautore catanese, in oltre 50 anni di carriera, ha saputo rendere popolare la sperimentazione e l’avanguardia musicale lasciando all’Italia grandi brani. E oggi, nel giorno della sua morte, tutto il Paese canterà i più bei versi de La Cura, Centro di gravità permanente, Voglio vederti danzare.

Dal 1965 al 2019 Franco Battiato ha pubblicato 42 album di cui 30 in studio, 8 live, quattro colonne sonore e diverse raccolte. Proprio nel primo anno ufficiale della sua carriera, esordisce con il brano L’amore è partito, presentato al Festival di Sanremo da Beppe Cardile e Anita Harris. Ma la sua prima vera partecipazione alla kermesse risale al 1981 con il brano Per Elisa, che vinse l’edizione. Dopo quella prima volta ritornerà sul palco dell’Ariston nel 1983, con il brano Oppio insieme all’esordiente Sibilla, nel 1999 come ospite fuori concorso quando presentò insieme alla maestra di wushu Li Rong Mei un mini-set dal vivo costruito su alcuni brani estratti dal suo album Gommalacca. Nel 2003 Giuni Russo presenta Morirò d’amore, prodotto e arrangiato dal Maestro. Quest’anno, infine, a rendere omaggio al cantautore sono stati Dimartino e Colapesce interpretando il brano Povera Patria.

Oltre al suo strepitoso repertorio musicale, Battiato si è cimentato come regista di lungometraggi e video musicali, è comparso come attore in diversi film e ha firmato circa 80 dipinti. Per la sua arte ha ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali mentre nel 2003 e nel 2004 è stato insignito dalla Repubblica italiana della Medaglia d’Oro ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte e come Ufficiale dell’Ordine al Merito.

Assente dalle scene dal 2017 dopo un incidente domestico e definitivamente dal 2019, secondo le voci mai confermate Battiato era affetto da Alzhheimer già da diverso tempo. Come annunciato dalla famiglia i funerali si terranno in forma privata.