Prosegue la vicenda del colloquio tra Matteo Renzi e Marco Mancini, funzionario dei servizi segreti. Parla la testimone che ha ripreso le immagini

Caso Autogrill, parla la testimone che lo scorso 23 dicembre filmò Renzi incontrare il dirigente del Dis, Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, Marco Mancini.

«Ho assistito a un incontro tra Matteo Renzi e un uomo che non ho riconosciuto, ma del quale ho appreso l’identità dal vostro servizio» – ha commentato la donna alla trasmissione di Rai3 Report che per prima ha divulgato le immagini. – «Mi sembrava strano che un senatore della Repubblica Italiana si vedesse con una persona che già lo attendeva accompagnata da altre due di scorta in un’area appartata di un autogrill».

Secondo la ricostruzione fornita dalla donna, si sarebbe fermata all’autogrill di Fiano Romano, in provincia di Roma, per permettere al padre di andare in bagno e lì avrebbe visto i due uomini. Rimasta a distanza, avrebbe ripreso l’incontro con il suo cellulare prima di vederli risalire nelle proprie auto e dirigersi in direzione contraria l’uno dall’altro, Renzi verso Firenze. Secondo quanto riportato, inoltre, l’uomo brizzolato poi riconosciuto come Marco Mancini avrebbe detto a Renzi che sarebbe rimasto a disposizione. «Li ho sentiti perché si sono avvicinati alle auto, e quindi alla mia, e avevo il finestrino leggermente aperto» – ha confermato la donna.

Nel frattempo il motivo per cui Matteo Renzi, leader di Italia Viva, si trovasse in quell’autogrill con un alto funzionario dei servizi segreti, proprio nei giorni in cui metteva in crisi il governo Conte, verrà indagato dal Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che in settimana ascolterà il prefetto Gennaro Vecchione, attuale direttore del Dis, per una valutazione della vicenda, limitatamente ai profili di propria competenza, come spiegato dal Copasir stesso.

Intanto, come già annunciato dall’ufficio stampa del partito, due giorni fa Renzi e il suo avvocato Lorenzo Pellegrini hanno consegnato alla Digos di Firenze l’esposto-denuncia sul colloquio avuto con Mancini. L’esposto ipotizza che il leader di Italia Viva sia stato seguito e intercettato, violando la Costituzione e la Legge intercettando e riprendendo in modo illegittimo un parlamentare. La storia della professoressa che si ferma casualmente alla stazione di servizio, inviando poi testimonianza e video alla redazione di Report, secondo i due non regge. Come riportato, il personale di scorta di Renzi e Mancini non avrebbe notato nessun mezzo privato nei pressi del colloquio. «Le circostanze potrebbero essere verificate agevolmente dall’autorità giudiziaria attraverso acquisizione ed analisi delle video riprese del 23 dicembre 2020 nell’autogrill» – si legge nell’esposto. – «I mezzi con cui la captazione è avvenuta – prosegue – destano preoccupazione non solo per il senatore Matteo Renzi ma per un’attività illecita condotta ai danni di un membro del Parlamento e dunque in violazione della Costituzione».

Renzi, inoltre, ha dato la sua disponibilità a Sigfrido Ranucci, presentatore di Report, per dire la sua sull’incontro e sul video in trasmissione. «La versione di Report è piena di contraddizioni» – ha, infatti, scritto su Twitter. – «La testimone si confonde più volte su chi è partito prima, cosa ha ascoltato, dice di averci visto andare in due direzioni diverse, impossibile da un Autogrill. Vogliamo sapere se la Rai manda in onda video falsi. Sono a disposizione per intervenire stasera in diretta a Report e commentare i servizi sapientemente tagliati dalla redazione» – ha proseguito in un secondo tweet. – «Sono certo che Ranucci mi chiamerà sicuramente. Ci metto la faccia e chiedo par condicio rispetto a chi mi accusa con voce camuffata». La risposta di Ranucci non si è fatta aspettare. «Ho accolto con piacere la disponibilità del senatore Renzi a partecipare alla nostra trasmissione. Ho accolto anche il suo invito a chiamarlo e ci siamo parlati».