Una “tranquilla” mattina a Holcomb

Il capolavoro di Truman Capote ancora oggi sconvolge e fa discutere tra sangue e psicologia

Holcomb è una cittadina agricola che sorge sulle pianure del Kansas occidentale, nella contea di Finney: orizzonti sconfinati, campi di grano inframmezzati da silos dai colori sgargianti, fattorie e campanili. Alla fine di un vialetto costeggiato da olmi cinesi sorge casa Clutter: una fattoria a due piani dall’aspetto curato e familiare. Il 14 novembre del 1959 la famiglia Clutter vive ancora lì: Herb e Bonnie hanno quattro figli, ma a casa vivono ancora la dolce Nancy e suo fratello Kenyon, schivo e intelligente. È una giornata come molte altre: i Clutter incontrano i vicini, vanno a scuola o al lavoro.

Il romanzo di Truman Capote A sangue freddo è un crescendo di tensione: è possibile seguire i Clutter nella loro ultima giornata, con un senso di inquietudine perché il loro destino è reso noto al lettore fin dal principio. Osserviamo come si rapportano tra loro e con gli altri, proviamo una morsa di tenerezza quando ascoltiamo i loro progetti futuri ed empatizziamo con ciascun membro della famiglia.

Il labirinto degli specchi di Capote

Il romanzo, in cui si mescolano elementi di cronaca e fiction, è diviso in quattro parti. La prima dà al lettore la sensazione di essere una preda in fuga. Conosciamo gli assassini, la domanda non è “chi” ma “perché”. L’autore intervalla il viaggio dei due killer con lo scorrere tiepido delle ultime ore dei Clutter. La seconda parte del romanzo è incentrata sulle indagini e si ha la sensazione di diventare cacciatori: il lettore segue i detective, ascolta le testimonianze, osserva il dolore della comunità. Con la terza parte, Capote entra nel vivo della vicenda e nella quarta stravolge completamente la visione delle cose: dopo esser stato preda e cacciatore, il lettore si trova intrappolato in un labirinto di specchi. Truman Capote non compare mai nel romanzo anche se le testimonianze dei colpevoli sono riportate da un misterioso giornalista che ricostruisce la vicenda. Scava dentro la loro mente, nel loro passato, li mostra in tutta la loro crudeltà e fragilità e non nasconde di volerli rendere più umani. Al lettore è affidata l’ardua sentenza, morale e ideologica.

La polemica intorno al romanzo

A sangue freddo è considerata l’opera fondatrice della non fiction novel, un genere a metà strada tra letteratura e giornalismo. L’avventura di Capote inizia la mattina del 16 novembre 1959, quando il New York Times pubblica la notizia della barbara uccisione della famiglia Clutter e Capote, accompagnato dall’amica d’infanzia Harper Lee, autrice de Il buio oltre la siepe, parte per Holcomb. Il suo reportage viene pubblicato a puntate sul New Yorker nel 1965 e l’anno successivo, nel 1966, esce il volume unico tradotto in 37 lingue. In Italia è uscita una nuova traduzione nel 2019 per Garzanti. Dopo la pubblicazione l’autore venne accusato di cinismo e perversione per la sua vicinanza morale con uno degli assassini, Perry Smith. Viene contestata anche l’oggettività di Capote, che pur non comparendo nel romanzo emerge con forza tra le pagine per la sua critica al sistema.

I correlati

Per chi ha amato il libro, il cinema propone Truman Capote – A sangue freddo di Bennett Miller, grazie al quale Philip Seymour Hoffman vinse l’Oscar nel 2006. Altri romanzi: Compulsion di Levin Meyer, Il buio oltre la siepe di Harper Lee e Il diritto di opporsi di Bryan Stevenson.

Potete trovare le recensioni di Micaela Ferraro anche su Instagram nel blog “PagineDiMe”, @mickeyfox91